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Le ‘standing desk’ vantano una storia lunga e illustre: si dice che il poliedrico Leonardo da Vinci ne facesse uso già nel Quattrocento, imitato nei secoli successivi da figure del calibro di Charles Dickens, Lewis Carroll, Ernest Hemingway e Virginia Woolf. I primi sostenitori commissionavano scrivanie alte direttamente ai falegnami, oppure sfruttavano i ripiani più alti delle librerie, fino all’invenzione delle scrivanie regolabili manualmente tramite manovelle, perni, viti o cilindri a gas che si comprimono e si espandono. L’ultima postazione di UniFor - Spring System, firmato dall’architetto Antonio Citterio - sfrutta invece delle molle (springs) per compensare il peso della scrivania durante la salita.
Con il potenziale di incrementare produttività e creatività, unite alle crescenti evidenze sui benefici per la salute, le standing desk hanno spesso fatto parte delle visioni dei designer sull’ufficio ideale. Quando UniFor intraprese il suo percorso nel 1969, l’obiettivo era proprio arredare gli uffici del futuro. Una delle prime scrivanie regolabili in altezza fu lanciata nel 1986, oggi evoluta nella moderna postazione iSattelliti S200. Con la diffusione - negli anni Ottanta - dei primi modelli elettronici capaci di alzarsi con la semplice pressione di un pulsante, UniFor presentò il Secrétaire di Richard Sapper (1989), rivisitazione futuristica degli elaborati scrittoi del Settecento, completi di cassetti, sportelli e vani segreti. La reinterpretazione di Sapper prevedeva un piano di lavoro ribaltabile regolabile in altezza e dotato di ruote per la massima mobilità. Ma il design manteneva l’eleganza nostalgica degli antichi secrétaire, con spazi dedicati a cancelleria, documenti, e persino al fax. Il legno caldo e i profili arrotondati creavano un ponte tra estetica domestica e funzionalità da ufficio, anticipando la futura contaminazione tra casa e lavoro.
Il nuovo Spring System di Antonio Citterio rappresenta un ulteriore passo avanti, rompendo con la tradizione della regolazione elettronica.
“Durante l’incontro con Carlo Molteni, mi mostrarono la cinematica che avevano sviluppato e ne intuii subito il potenziale.”
Racconta Citterio.
Il sistema utilizza molle per controbilanciare il peso del piano mentre si alza. Basta azionare una leva posta sotto la scrivania per regolarne l’altezza: un gesto semplice e intuitivo, che elimina la necessità di cavi o motori. “Ho chiesto se fosse possibile integrare il meccanismo in una colonna centrale e ho abbozzato un’idea,” aggiunge. Mentre la maggior parte delle scrivanie regolabili presenta gambe spesse con basi rettangolari che si estendono per tutta la larghezza, il sistema di Citterio si distingue per le gambe sottili e inclinate, simili a quelle di una mantide religiosa. Questo perché l’intera cinematica è contenuta in una trave orizzontale al centro della struttura, e non all’interno delle gambe.
Citterio è noto per la sua estetica senza tempo, sobria ed elegante, e per l’utilizzo di materiali di alta qualità - caratteristiche che lo rendono il partner ideale per UniFor. Nella versione singola, l’elemento strutturale è ancorato sotto al pavimento rialzato, un richiamo diretto alla formazione architettonica di Citterio, che mira a integrare l’arredo nell’edificio stesso. Il sistema include anche tavoli riunione riconfigurabili, e ogni componente è stato progettato per facilitare il montaggio e lo smaltimento a fine ciclo, favorendo il recupero efficiente dei materiali.
“Questa esperienza ha confermato ancora una volta il valore del dialogo progettuale, basato su sperimentazione e scambio diretto tra design e ingegneria, un aspetto che considero fondamentale nel mio modo di lavorare”
Conclude Citterio.
Questo dialogo tra discipline diverse è anche un elemento chiave nella storia della standing desk. L’interesse verso queste è esploso negli anni 2000, quando James Levine, professore di medicina alla Mayo Clinic, coniò la celebre espressione “sedersi è il nuovo fumare”. Nel 2015, il governo danese arrivò perfino a imporre per legge l’obbligo per i datori di lavoro di offrire scrivanie regolabili in altezza per tutelare la salute dei dipendenti. L’idea che una vita sedentaria sia dannosa circola in realtà da molto prima: già nel 1797 il reverendo presbiteriano Jon Orton raccomandava l’uso di standing desk per evitare problemi fisici. Sebbene alcuni studi abbiano collegato la sedentarietà a malattie croniche come il diabete o le patologie cardiovascolari, Dylan Thompson, professore di fisiologia umana all’università di Bath, ha offerto una visione più equilibrata.
“I danni causati dal fumo sono irreversibili,” spiegava al Guardian nel 2021. “Ma un’attività fisica moderata può compensare anche lunghi periodi trascorsi seduti.”
Le postazioni regolabili come Spring System - che danno priorità a versatilità e comfort - continueranno a svolgere un ruolo fondamentale nel futuro del lavoro.
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